LifeStyle

Un tranquillo weekend di caos e riflessione

Da ieri, 21 giugno, è estate. Ufficialmente.In alcune parti d’Italia, siamo passati direttamente dall’inverno alla canicola. Va bene, del resto chi fa ancora il cambio armadi?? Ah, lo fate ancora? Io no, ma vivo in montagna, non abbiamo le mezze stagioni! Almeno da 20 anni…ho dismesso le ruote da neve da 2 settimane. E gli onerosi cambi di armadio: cappotto e bikini convivono felici accanto.

Non voglio parlare di tempo e incombenze però, ma del fine settimana. Il nostro prezioso tempo off, teoreticamente libero. Quel tempo libero che, io, sento soprattutto in estate. E che tuttavia farciamo più di una lasagna.

Alcuni hanno la fortuna di un lavoro flessibile. Ma nonostante viviamo nell’era dello sbandierato smartwork, siamo schiavi di orari fissi, poco conciliabili con le normali incombenze. Ed ecco che: il venerdì pomeriggio sentiamo il weekend come acqua nell’arsura del deserto. Euforia, piani.

Realtà: lavori in casa, spesa, cose da fare, ecc. E il lunedì è subito qui. E ci chiediamo cosa non ha funzionato, dov’è andato il weekend.

Questa mattina ci pensavo; sono al mare, ho una scadenza (esame) e il tavolo sul balcone pieno di carte e il morale sotto le infradito. Vorrei essere ovunque.

Poi un pensiero: perché? Perché dividiamo la vita in compartimenti stagni? Scuola, lavoro, famiglia, vita sociale, ecc? Vivere così ci fa sprecare tempo, perdere momenti.

Perché non provare a mixare tutti gli aspetti della nostra attuale situazione per trovare il cocktail migliore?

Io sono al mare, ho un impegno inderogabile, ma sono al mare (ok sul balcone, ma con il sole, acqua fresca), posso prendere una pausa e sfruttarla per quel messaggio o telefonata arretrata. Per leggere una rivista 10 minuti. Per un te o una merenda. Per una passeggiata o un caffè. Dove è deciso che non posso? Nel frattempo ho cambiato aria, routine e mi sono rigenerata.

Capite il punto? Vogliamo dividere la nostra vita in compartimenti, ma così sprechiamo tempo e opportunità. Certo, potevo studiare a casa, ma posso farlo al mare, sul balcone e al sole. Mangiando pesce a pranzo e cena. Ecco il mio valore aggiunto. Quale opzione è migliore?

Riflettiamo su questo: la nostra vita è un cerchio pieno, noi insistiamo a dividerla in settori, che non bastano mai. Proprio perché sono estranei alla nostra essenza.

Cosa ne pensate? Condividete la vostra esperienza.

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